Clima futuro

Clima futuro: scenari dal 2026 al 2126

Come potrebbe cambiare il clima in Italia nei prossimi 100 anni? Questa prospettiva esamina caldo, precipitazioni, neve e coste nel contesto del Mediterraneo. Gli scenari climatici descrivono tendenze legate a diverse traiettorie delle emissioni: non possono stabilire se pioverà in una certa città in un giorno del 2126.

Scenari climatici

La tabella mostra il riscaldamento medio GLOBALE della superficie nel periodo 2081–2100 rispetto al 1850–1900, secondo IPCC AR6. Sono variazioni totali rispetto al periodo preindustriale, non aumenti aggiuntivi dal 2026 né temperature previste per l’Italia. Gli intervalli sono condizionati allo scenario. Alle tre traiettorie illustrative non viene assegnata una probabilità di realizzazione e non sono rappresentati tutti gli esiti possibili.

Scenari climatici
Traiettoria delle emissioniPeriodo della mediaStima miglioreIntervallo molto probabile
Emissioni basse · SSP1-2.62081–2100+1,8 °CDa +1,3 a +2,4 °C
Emissioni intermedie · SSP2-4.52081–2100+2,7 °CDa +2,1 a +3,5 °C
Emissioni molto elevate · SSP5-8.52081–2100+4,4 °CDa +3,3 a +5,7 °C

Dal 2026: i prossimi 25 anni

È un orizzonte utile per ragionare su edifici, ombreggiamento urbano, disponibilità d’acqua e drenaggio. La variabilità naturale continuerà a produrre stagioni diverse all’interno di un clima più caldo. Confronta più modelli e periodi lunghi: un singolo anno simulato non identifica il tempo che incontrerà una famiglia, un’azienda agricola o un comune.

2041–2060: confrontare più futuri possibili

Verso metà secolo le differenze tra le traiettorie delle emissioni acquistano crescente importanza. Per l’Italia servono analisi regionali che distinguano stagioni, quote e versanti, oltre alla media mondiale. Questo periodo si sovrappone in parte all’orizzonte vicino: non è una seconda previsione meteorologica né un elenco di eventi già determinati.

2081–2100: leggere correttamente la tabella

I valori sintetizzano medie globali di vent’anni, con una stima centrale e un intervallo molto probabile. Non sono massime estive o incrementi identici per ogni città. Emissioni più basse limitano il riscaldamento a lungo termine; lo scenario molto elevato illustra un esito più caldo, senza essere presentato come inevitabile.

2101–2126: oltre il limite della tabella

Non prolunghiamo in linea retta i valori del 2100 fino al 2126. Alcuni cambiamenti proseguono oltre il secolo: il livello medio globale del mare continua a salire mentre oceani e ghiacci rispondono su tempi lunghi. Su una costa italiana contano anche circolazione marina, movimenti del suolo e caratteristiche locali; qui non attribuiamo un valore numerico al 2126.

Mediterraneo, città, montagne e coste italiane

Nel Mediterraneo aumentano i rischi legati al caldo e alla scarsità d’acqua. Periodi siccitosi e precipitazioni intense possono coesistere: meno acqua disponibile su una stagione non esclude un episodio molto piovoso. L’effetto su città e bacini dipende anche da suoli, drenaggio, consumi ed esposizione; non si ricava una futura strada allagata dalla sola media delle piogge.

Su Alpi e Appennini, il riscaldamento riduce la persistenza della neve soprattutto alle quote più basse e modifica le risorse idriche stagionali. Ritiro dei ghiacciai e degrado del permafrost riguardano gli ambienti di alta montagna. Restano possibili singoli inverni nevosi: una tendenza climatica non equivale alla chiusura certa di un comprensorio in un anno preciso.

Per isole, coste e aree lagunari, innalzamento del mare, erosione e ingressione salina richiedono valutazioni territoriali. Gli strumenti italiani di ISPRA e CMCC aiutano a distinguere osservazioni e proiezioni. Prima di confrontare numeri provenienti da studi diversi verifica scenario, periodo della media e riferimento storico: non sono sempre gli stessi della tabella globale.

Domande sul calendario meteo

Si può prevedere il meteo in Italia tra 100 anni?

No. Le proiezioni climatiche descrivono cambiamenti delle medie, della variabilità e degli estremi sotto ipotesi esplicite. Non prevedono pioggia e temperatura di un singolo giorno a un secolo di distanza.

Lo scenario intermedio è quello più probabile?

Non perché si trova al centro della tabella. Le traiettorie dipendono dalle emissioni e dalle scelte future. Gli intervalli descrivono l’incertezza della risposta climatica dentro ciascuno scenario, non la probabilità che il mondo segua quella traiettoria.

Fonti e metodo